venerdì 27 aprile 2018

IL FUTURO E' INTERNET. PENSIERI E PAROLE


Prendo spunto da un episodio che mi è capitato ieri e che mi ha fatto riflettere, non che sull'argomento non abbia riflettuto molte altre volte, ancora una volta su quello che la massa viene convinta molto spesso inconsapevolmente a fare dai mezzi di informazione.

Mi trovavo in un famosissimo centro commerciale a Roma nord e passando accanto allo stand di una nota compagnia telefonica (la xxxxxxx) vengo invitato da un incaricato a sentire le loro offerte. Quando gli spiego che ho proprio quella compagnia come gestore della linea fissa di casa, allora il venditore mi chiede sul mobile come mi trovo. Gli dico che l'offerta abbonamento che ho attivato qualche mese fa con un altro gestore (che comunque mi costringerebbe a pagare una penale in caso di recesso anticipato) non può essere migliore di qualsiasi loro offerta.

Al che il tizio in questione inizia: “ma come, non è possibile è risaputo che la xxx non prende quasi da nessuna parte!”. Gli dico gentilmente che non è così in quanto muovendomi molto per lavoro ho la certezza di quel che dico, parlo tranquillamente nel 99% dei casi e allo stesso modo scarico mail, messaggi whatsapp e talvolta tempo permettendo giro anche sui social.
Insiste: “non è così, magari il suo telefono prende bene qui ma a due metri più in là no”, e allora gli faccio notare che il telefono di cui dispongo è il migliore in circolazione e che se ovviamente uno ha un cellulare da cento euro è possibile che abbia anche problemi di ricezione. Qui mi concede il punto, ammettendo che effettivamente un dispositivo migliore probabilmente consente un 25% di ricezione in più.
Ma insiste: “internet è il futuro, se deve vedere un video in streaming o un film su Netflix non ci riuscirà mai perché la connessione non è sufficiente per farlo. Internet è il futuro e per vedere un film in streaming durante la pausa pranzo magari serve una connessione veloce!”.
Quando gli dico che utilizzo internet moltissimo (pago tutte le fatture ad esempio e ho perfino un conto corrente a totale gestione on line) ma la mia massima aspettativa di vita durante la pausa pranzo o in altri momenti non è guardare un video o un film in streaming allora mi guarda in cagnesco...
Avete capito spero e la chiudo qui, ho scritto solo per dire la mia come al solito.
Il futuro è internet certo sono d'accordissimo, e spero per il tizio in questione che insistesse solo per il suo interesse personale a strapparmi un contratto.

Resta un problema di fondo secondo me: per un sacco di gente il futuro di internet è riuscire a vedere o scaricare sempre più velocemente video e film dal web.
Questo è il lato peggiore di internet, internet è un mezzo fantastico ma lo si deve usare per i propri interessi e non si deve essere usati da lui.
Se poi qualcuno cerca di fare in modo che i nostri interessi diventino i suoi (per puro guadagno economico) allora sveglia popolo!
#bisognapensare

martedì 6 marzo 2018

DEMOCRAZIA 3.0. IL GRANDE INGANNO



Una breve riflessione come premessa: la legge elettorale in base alla quale domenica 4 abbiamo votato tutti (diciamo molti) denominata ROSATELLUM è stata approvata il 26 ottobre 2017, in vigore dal 3 novembre 2017.
Il ROSATELLUM sostituisce la precedente legge denominata ITALICUM del 6 maggio 2015 (solo per la Camera) e la legge Calderoli denominata PORCELLUM del 21 dicembre 2005 (per il Senato). Ufficialmente il "Rosatellum" è stato fatto perché entrambe le leggi vigenti erano state dichiarate dalla Corte Costituzionale parzialmente incostituzionali, e già qui ci sarebbe da dire: occorrono anni alla Suprema Corte per esaminare e addirittura annullare alcune leggi, o peggio ancora lo fanno solo quando qualcuno presenta delle “rimostranze”.....?
Ora, a meno di 48 ore dalle votazioni già si parla di governo di larghe intese (o di scopo) appoggiato quindi da una larghissima maggioranza parlamentare, con un raggio di azione temporale limitato ad uno o ad alcuni specifici obiettivi a cominciare dalla RIFORMA ELETTORALE. Come riforma elettorale!?? Esattamente!
Per quelli a cui fosse sfuggito il senso chiarisco: sondati gli "animi" degli italiani che sarebbero andati al voto e con la tardiva scusa di parziale incostituzionalità dell'ITALICUM e del PORCELLUM si fa una legge ad hoc (parlo del ROSATELLUM) chiaramente mirato a procurare il minor danno possibile (per il sistema di potere vigente) e badate bene quando il ROSATELLUM è stato votato non ci sono stati problemi da parte di TUTTE formazioni politiche in Parlamento a farlo approvare. Chiaro fin qui?
Adesso che entrambe le Camere sono legittimate dal voto "fresco fresco" degli italiani che succede? Si cambia ancora la legge elettorale. Perché qualcuno si chiederà, perché sono loro che decidono per i loro privilegi e vantaggi ovviamente supportati e legittimati dal “consenso popolare”. A cosa serve cambiare una legge elettorale appena approvata e sulle cui basi è stata fatta una regolare consultazione popolare? Ma cosa importa, a chi? Ormai i numeri (badate bene i “numeri” glieli abbiamo dati noi) per fare ce li hanno, e quelli state pur sicuri sono l'unica cosa che non cambierà in Italia per cinque anni...
E dopo che ci sarà da cambiare ancora? Quello che si fa sempre ormai da anni dopo le elezioni.
Si parla del Welfare, che bella parola! Stato sociale, altra bellissima parola sinonimo. Ecco, dopo si farà l'ennesima “riforma del Lavoro”.
L'ITALIA E' UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SUL LAVORO”, Articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana. Questa si che vorrebbero cambiarla, ma ricordando il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 ancora non ci sono riusciti, e c'è qualcuno a cui il posteriore brucia parecchio da quella sera. Tranquilli prima o poi vi convinceranno a votare per la riforma della Costituzione...
Welfare dicevo: Sistema sociale che vuole garantire a tutti i cittadini la fruizione dei servizi sociali ritenuti indispensabili”, questa la definizione presa sul web dal dizionario Sabatini Coletti. Fruizione dei servizi sociali indispensabili, chi, dove, quando? Un incubo direi, questo si. In Italia i servizi sociali sono sotto il minimo da decenni, ipotizzando che molti anni fa funzionassero. Parliamo ad esempio dalle condizioni dei servizi essenziali: sicurezza pubblica, strade e illuminazione notturna, sanità devo aggiungere altro? La sicurezza non ne parlerei proprio, e poi se ci si difende con mezzi personali si passa anche dalla parte del torto, qualcuno quando mi lamento di troppa gente sbandata per le strade mi accusa di razzismo... La condizione delle strade assurda. Sembra che andare in automobile sia diventato un lusso sfrenato: tra costo del carburante, tasse dirette e indirette quello delle auto è il settore dove lo Stato incassa più tasse in assoluto! Considerando inoltre che si deve fare il salto della buca ogni pochi metri per cercare di salvare l'automobile e questo solamente perché chi se ne dovrebbe occupare pensa a prendere o distribuire bustarelle a seconda del ruolo che riveste, traete le conclusioni. Però la macchina dobbiamo acquistarla (meglio un SUV), magari con 48 o 60 rate per far fare i soldi a chi le fabbrica e alle banche.
La sanità poi meriterebbe un capitolo (lungo) a parte solo per le condizioni di fortissimo disagio morale e psicologico in cui una persona malata viene costretta ovunque vada per farsi curare, ammesso che ci riesca (il pensionato è solo un costo per l'INPS); ci voglio mettere dentro anche il caso personale di mia madre, la quale da oltre due anni soffre di un “qualcosa” di non meglio diagnosticato e fortemente debilitante che non si riesce a curare. Ma una volta quando si stava male non si disponeva un ricovero per accertamenti? Le tasse che si pagano a fare allora?
E dopo? Dopo ci sarà la solita riforma della scuola come ogni nuovo governo che si rispetti, riforma al termine della quale tutto il complesso sistema scolastico ci capirà meno di prima. Dagli alunni che pagheranno PER SEMPRE scelte assurde di chi di non ha la minima idea del funzionamento di una scuola (ma sa benissimo come tenersi appiccicata al sedere la poltrona) come già è successo e succede ogni giorno.
Agli insegnanti che alla fine riusciranno comunque a fare il loro “compitino” sicuramente meglio dei loro studenti, che si sentiranno sempre più nella melma delle sabbie mobili create da qualcuno che non conoscono, ma che di sicuro hanno pure votato inconsapevolmente.
Ai dirigenti scolastici costretti ad applicare una legge e disposizioni e regolamenti ogni anno diversi e contrastanti con i precedenti, fino al personale non docente che probabilmente come sempre all'ultima ruota del carro tocca fare sconterà le colpe anche lui di chi non conosce. E non sa perché.
Beh, il perché però ve lo voglio dire io: perché ognuno di tutti i personaggi nominati domenica scorsa è andato a mettere il proprio futuro e quello dei suoi figli in mano a persone che al contrario il proprio futuro e della loro discendenza l'hanno già assicurato da tempo.




domenica 11 febbraio 2018

Festival di Sanremo. Il festival della stupidità e della superficialità



L'esercizio della stupidità, quella del pubblico, del sessantottesimo Festival della Canzone Italiana di Sanremo mi fa riflettere o forse mi da solamente conferme di certezze acquisite da tempi ormai memorabili, almeno per me. L'altro giorno dopo la prima serata avevo, parlando della canzone ieri sera vincitrice, pensato e scritto in un post letto forse da cinque esseri umani che il solito "scandaletto" a Sanremo anche quest'anno non poteva mancare. E puntualmente non solo non sono stato smentito ma addirittura sublimato nella mia “previsionabilità mediatica” conferendogli il premio del pubblico votante. A proposito di quest'ultimo io non ne conosco nemmeno un esemplare, ma a onor del vero qualcuno potrebbe dirmi che effettivamente io non conosco molta gente, grandissima verità. Peraltro aggiungo che è esattamente così, perché distaccarsi dalla massa e dalla media quando conosci esattamente i meccanismi che fanno appunto della gente il cibo più appetito dai media moderni (parlo ovviamente di quegli esseri-fotocopia non si sa bene di che cosa non più umani ma creati e alimentati dai moderni social a mo' di burattini senza fili) è sempre stato almeno per me non solo facile ma estremamente naturale.
Torniamo all'esercizio della stupidità. C'è sempre dietro una vittoria al Festival il lato “umano”, come quello del caso di Ermal Meta sfuggito ad una situazione tragica che vive la gente nel suo paese di provenienza (poverini, abbiamo dimenticato l'Italia di pochi decenni fa) o l'argomento della canzone che “stranamente” riflette proprio gli argomenti preferiti dai mass media.
A proposito, tengo a precisare che la pronuncia corretta è “mass media” così come scritto (trattasi di locuzione mutuata direttamente dal latino e definita linguisticamente “cavallo di ritorno”) non come tantissimi pronunciano “mass midia” con la ricerca forsennata della pronuncia filo-inglese. Che poi questi americani a parte venirci a “liberare” dall'invasore nel 1943 iniziando a fare i propri interessi senza soluzione di continuità nella nostra bella Europa che le ha dato non dimentichiamocene mai i natali, non ci hanno regalato niente altro a parte un po' di cioccolata e “gingomme”.
Il secondo e il terzo arrivato in una manifestazione con gara ci devono essere, per giustificare il vincitore ovviamente. Preferisco stendere un velo piet(r)oso.
E il pubblico presente? Come mai tanti fischi dalla platea quando vengono lette le classifiche? Ma quelli che telefonano non sono italiani come quelli che stanno pagando il biglietto dell'Ariston? Hanno forse gusti musicali differenti? Facciamo telefonare o votare direttamente (con buona pace delle compagnie telefoniche) quelli che hanno pagato per vedere il festival allora! Ma non sarà che chi vede dal vivo i cantanti li capisce veramente e in tv invece il popolino non afferra quelli che sono grandi artisti? O la differenza è quella tra il prezzo del biglietto e quello del canone in bolletta? Mah!


Si dirà come tutti gli anni, ma a quanto pare l'episodio è sistematicamente dimenticato (o forse no...), che il vero vincitore lo daranno le vendite dei dischi, il “vincitore morale”. Ricordo il tristissimo esempio dello scorso annno in cui una grandissima artista è stata scavalcata dal “ragazzetto con la scimmia” al quale auguro una carriera solamente la decima parte di quella di una "signora" della musica italiana che è Fiorella Mannoia. Ma quali vendite, se ormai anche un ragazzino di dieci anni sa come scaricare illegalmente o meno la musica da internet! Che poi anche qui l'illegalità c'è o non c'è non si capisce bene. Se qualcosa è illegale la legge dovrebbe sanzionarlo, o no?
Passiamo brevemente ai presentatori.
Abbiamo avuto il conduttore-non conduttore che ha lasciato spesso il guinzaglio ai suoi aiutanti-partner, conduttore la cui probabilmente maggior soddisfazione è stata mostrare bene i suoi botox più di una attrice famosa che ormai gli anni non supportano più nel fisico cadente.
La prima, e unica per fortuna, donna se l'è cavata grazie solamente alla sua simpatia perché in realtà non si capisce ancora dopo i tanti anni che calca i palcoscenici italiani se voglia fare la cantante, l'attrice, la conduttrice, la soubrette, l'imprenditrice o altro...
L'attore prestato al Festival, grandissimo attore voglio dirlo a voce alta, è stato come lui stesso ha affermato appena sopra la sufficienza se non fosse per un fantastico monologo nella serata finale. Anche se l'argomento di questo rientra perfettamente in quei tre argomenti principe che ogni giorno i media ci fanno sentire come vitali per tutti gli italiani, ma così non è.
Insomma concludendo, questo Festival della Canzone Italiana si è differenziato si dagli altri ma forse solamente per lo share, considerando che queste percentuali alla gente comune sicuramente interessano esattamente quanto a me interessa della vita degli scarafaggi.
Esattamente al contrario è per chi orchestra questo teatrino tutti gli anni perché quello che conta oggi sono gli sponsor, che pagano e devono poi venderci i loro prodotti spessissimo fasulli.
Ma va bene così, perché quando la gente vede in vetrina un vestito o un giubetto dice: hai visto quello, lo portava “coso” a Sanremo lo compriamo?



martedì 30 gennaio 2018

Iphone X, l'avete comprato? Peggio per voi



A quanto pare la famosissima azienda statunitense ha deciso di fare uno "scherzetto" che sarà sicuramente poco gradito a chi ha speso oltre milletrecento euro per il modello di punta del più famoso portatile del mondo.

L'ultimissimo innovativo smartphone con cui Apple ha celebrato i dieci anni del "melafonino" l'iPhone X sta vendendo decisamente meno del previsto e per questo Apple potrebbe cancellarlo dal suo catalogo in autunno, cessandone poi definitivamente la produzione in estate. Parole queste di Ming-Chi Kuo, analista di Kgi Securities e massimo esperto della compagnia di Cupertino.

Secondo quanto affermato dall'analista, l'ultima creazione della casa statunitense non ha avuto l'accoglienza sperata specialmente nel mercato cinese che ha un enorme come facile immaginare bacino d'utenza. Il problema principale sarebbe causato dalla famigerata "tacca", l'inserto nero nella parte superiore del display dove trovano posto i principali sensori del telefono: agli utilizzatori darebbe l'impressione che ci sia meno spazio sullo schermo da utilizzare, e per questo preferirebbero comprare l'iPhone 8 Plus.

L'iPhone X ipotizza quindi l'analista di Kgi Securities, dopo l'arrivo dei nuovi melafonini a partire dal prossimo autunno, dovrebbe uscire dal catalogo invece di restare magari a un prezzo scontato come solitamente le aziende fanno con prodotti non più nuovissimi (anche se in realtà questo lo sarebbe ancora). Se tale ipotesi fosse confermata, si tratterebbe del primo iPhone pensionato dopo una sola generazione, se pur breve, da quando Apple tolse dal catalogo l'iPhone 5C (2014).

Le nuove tecnologie viste sul telefono incaricato di celebrare il decennale Apple nel settore mobile dovrebbero però essere trasferite su tre nuovi modelli che saranno svelati a settembre: un iPhone X di seconda generazione con display Oled da 5,8 pollici, un iPhone X Plus con Oled da 6,5 pollici e un iPhone SE (da 650-750 dollari circa), con schermo Lcd da 6,1 pollici e l'ormai famosissimo sistema di riconoscimento facciale.

fonte Ansa

domenica 7 gennaio 2018

ECCO LE OFFERTE DI TELEFONIA MOBILE PIU' CONVENIENTI




E' iniziato il nuovo anno e come sempre fioccano le offerte di telefonia, alcune estremamente interessanti.


Sono iniziati i "sadi" di inizio anno con cui gli operatori mobili cercano di accaparrarsi clienti. E, come sempre nell’ultimo periodo, le promozioni migliori sono quelle nascoste. Alcune non si trovano nemmeno sui siti degli operatori ma sono accessibili solo a chi li contatta al telefono o nei negozi.
Una strategia che gli operatori hanno escogitato per continuare a farsi battaglia senza scatenare una nuova sanguinosa (ovviamente per loro e non per chi come noi vuole risparmiare) guerra dei prezzi.
Facciamo attenzione perché gli utenti devono stare bene attenti per cogliere l’opportunità, anche consistente, di risparmiare grazie alle nuove promozioni. Eccone alcune:

Tim
Dedica gli sconti sulle portabilità. Per ottenerli, andiamo su questa pagina e facciamoci contattare.
Ecco le due più interessanti, tra le ultime offerte.


TIM Ten GO: minuti illimitati e 10 GB a 10 euro ogni 28 giorni. 

TIM Super One +30GB: minuti illimitati e 32GB per navigare sul web utilizzando la velocità del 4G a soli 15 euro ogni 4 settimane. 

Gli utenti più attenti riconosceranno il marchio Ten Go, con cui Tim da qualche mese sta facendo le promozioni “ruba clienti” più forti. Questa è l’ultima versione di questa offerta, non visibile sul normale sito dell’operatore.


Wind 3
Operatore unico, a breve unica rete su tutta l’Italia (già attiva da dicembre a Trieste), ma ancora due marchi con le relative offerte separate.

Wind Smart 7 Giga Limited Edition: 7 euro ogni 28 giorni per 10 GB e mille minuti verso tutti.

Wind Unlimited Raddoppia Online Edition: 10 euro ogni 30 giorni, minuti illimitati, mille sms, 10 GB. Dopo sei mesi gli sms scendono a 500 e i GB a 5.

Tre All-In Start: 5 euro al mese per 5 GB (accumulabili di mese in mese), 500 minuti/sms. Impegno di 24 mesi.

Tre Play New: 300 minuti, 3 GB a 3 euro al mese.

Tutte queste offerte sono attivabili da chiunque, ma solo online e alcune sono disponibili per un tempo limitato. Si noti che quelle di Tre hanno un canone particolarmente basso.


Vodafone
Le offerte Special 1000 sono particolarmente nascoste. Sono accessibili o a chi ha ricevuto un sms da Vodafone perché ex cliente o a tutti gli utenti di operatori mobili virtuali. I primi possono seguire le istruzioni dell’sms, i secondo andare in un negozio Vodafone.

Special 1000 1GB: 1000 minuti e 1000 SMS per tutti i gestori, 1 GB, 5 euro ogni 4 settimane.

Special 1000 7GB: 1000 minuti/sms, 7 GB, 7 euro per chi viene da un virtuale, altrimenti 10 euro, ogni 4 settimane.

Special 1000 20GB: 1000 minuti/sms, 20 GB, 10 euro per chi viene da un virtuale, altrimenti 15 euro, ogni 4 settimane.


Fastweb
L’operatore ha lanciato una operazione trasparenza, garantendo l’assenza di costi nascosti (gli altri fanno pagare per esempio servizi come la segreteria telefonica, il controllo del credito residuo e hanno costi di uscita, che Fastweb invece lascia gratis). Le nuove promozioni prevedono l'aumento dei GB


Mobile 250: 250 minuti/sms, 8 GB, a 9,95 euro al mese (5,95 per chi ha Fastweb a casa), Wow Fi illimitato.

Mobile 400: 500 minuti/sms, 5 GB, a 9,95 euro al mese (5,95 per chi ha Fastweb a casa), Wow Fi illimitato.


fonte Repubblica

mercoledì 3 gennaio 2018

LE FESTE SONO FINITE E VOLETE DAVVERO DIMAGRIRE? STATE IN PIEDI




Diciamola tutta la verità, ci piace mangiare. E non c'è niente di strano, anzi qui in Italia possiamo dire tranquillamente che mangiare non è solo una necessità ma un piacere, un rito, specialmente nei periodi di festività come quello che sta finendo.

E allora? Allora succede che a meno di non avere vent'anni si ingrassa. Lentamente, subdolamente, inesorabilmente, quel sottile strato naturale di grasso che madre natura ci ha voluto fornire a protezione del nostro corpo diventa sempre meno sottile.

La bilancia, strumento amato-odiato da quasi tutti (io faccio eccezione, ma appunto confermo la famosa regola) , ci avverte meccanicamente che stiamo ingrassando.
Generalmente quindi ci affidiamo all'ago della bilancia quando dobbiamo decidere di iniziare una dieta dimagrante.
Ma la scienza fa ogni giorno delle scoperte utili, che poi però bisogna avere la costanza di applicarle.

Secondo uno studio svedese pubblicato sulla rivista Pnas esistono altri controllori del peso corporeo: oltre alla leptina, l'ormone rilasciato nel sangue in proporzione al grasso accumulato, le ossa avvertono il nostro cervello e riducono l'appetito. Il gruppo di ricercatori diretto dal fisiologo John-Olov Jansson, della Sahlgrenska Akademin all'università di Goteborg, ha effettuato un esperimento su topi e ratti teso a capire cosa succede appesantendo questi animali (come se avessero messo su un po' di "pancetta"). Sono stati impiantati quindi sottopelle addominale e nella schiena alcune capsule con una massa pari al 15 per cento del loro peso corporeo e altre capsule vuote come controllo.


Cosa è successo? E' successo che nei roditori zavorrati, non avendo grasso in eccesso, i livelli di leptina sono rimasti normali. Eppure quelli con le capsule pesanti mangiavano meno degli altri fino a perdere tanto peso quanto era quello aggiunto artificialmente, come se il loro corpo avesse una bilancia interna e a quella facesse riferimento.
A questo punto la domanda ai ricercatori è sorta spontanea: dove è situata questa bilancia interna? Il sospetto di Jansson era che si trovasse nelle ossa, in quelle dei piedi, che reagiscono alla massa aggiunta rinforzandosi o indebolendosi e mandando così una misura del peso corporeo al cervello.
Per dimostrarlo hanno ripetuto l'esperimento "zavorrando" topi geneticamente modificati per non avere questa sensibilità nelle ossa, la controprova è stata che questi ultimi non sono dimagriti dopo lo stesso trattamento.

Dice il professor Jansson: "Questo nuovo meccanismo di controllo del peso corporeo è il primo scoperto dopo 23 anni da quello della leptina e potrebbe spiegare perché restando molto tempo seduti si aumenti il rischio di obesità e malattie correlate: stare seduti scarica le ossa dei piedi e restandoci a lungo si inganna il cervello sul nostro reale peso, impedendo l'innesco dei meccanismi automatici di riduzione dell'appetito e di aumento del metabolismo che ci farebbero dimagrire".
Secondo i ricercatori svedesi, quindi, trovare un modo farmacologico per faaare l'allarme dato dalla "bilancia corporea", o, più semplicemente, riuscire durante il giorno a passare più tempo in piedi, potrebbe aiutarci a mantenere il peso forma in modo naturale.

Detto questo e prodotto il farmaco adatto quindi non è che potrete poi starvene sempre in panciolle, l'attività fisica, ricordo, è uno dei migliori sistemi per rimanere “giovani”.

#bisognapensare


fonte repubblica

martedì 2 gennaio 2018

TASSA SUI SACCHETTI DI PLASTICA. LA VERITA'




Volete sapere la verità sulla nuova tassa in vigore da ieri? Bene, allora leggete attentamente.

L'obbligo è scattato dal primo gennaio di quest'anno, ma nei supermercati è già forte il "malcontento" dei clienti per quella ribattezzata subito come “tassa sui sacchetti”. Quello ancora poco chiaro è chi guadagnerà sulla nuova imposta. Passo indietro: 3 agosto 2017, viene approvato in commissione, con voto del gruppo del Pd, l'emendamento che introduce il balzello. In pieno clima di ferie il Parlamento sente l'esigenza di accelerare la norma infilandola in una legge diciamo quasi estranea all'argomento, il Dl Mezzogiorno. Paradossale è che in un provvedimento che dovrebbe favorire lo sviluppo al sud compare un emendamento, firmato dalla deputata Dem Stella Bianchi, i cui vantaggi economici saranno goduti quasi tutti in Piemonte.


Adesso però vediamo come è stato strutturato l'emendamento, che nella prima parte impone il divieto di usare i sacchetti ultraleggeri di plastica, quelli che tutti usiamo ogni giorno. Tutto regolare, lo impone l'attuazione di una direttiva europea che ha per scopo ridurre il consumo di plastica e il suo impatto ambientale rendendo obbligatori i sacchetti con il 40% di materia prima biodegradabile. Il Pd aggiunge però un altro meccanismo: ai supermercati è vietato regalarli, pena una multa fino a 100 mila euro. Una misura spacciata per incentivo a ridurre il consumo di sacchetti che sono ancora per più del 50% composti di plastica. Ma il fine apprezzabilissimo della sanzione è vanificato dalla norma che vieta il riciclo dei sacchetti. E ovviamente non è possibile portarsi da casa per motivi igienici e di taratura delle bilance buste o contenitori di nessun genere che finiscano a contatto diretto con gli alimenti o con le bilance. Evidente a questo punto che se non posso portarmeli da casa non ho come alternativa che usare quelli forniti dal supermercato, il disincentivo del pagamento, obbligatorio per legge, non può scoraggiare il consumo.


Chi guadagna in tutto ciò a questo punto sorge spontaneo chiedersi. La norma sgrava la grande distribuzione, che in Italia conta un competitor da sempre legato alla sinistra (la Coop), dal costo delle bustine e lo riversa completamente sul cliente, che poi non sembra un grande vantaggio in quanto i negozi dovranno fronteggiare la rabbia della clientela. C'è anche un dubbio sulla scelta di non regolamentare il prezzo dei sacchetti biodegradabili, in quanto bene ormai obbligatorio per legge ed esposto a possibili speculazioni sul prezzo (figuriamoci...!).

Gli unici ad esprimere soddisfazione (e come potrebbe essere diversamente) nei confronti della norma sono i vertici di Assobioplastiche, il cui presidente, Marco Versari, è stato portavoce del maggiore player del settore, la Novamont (sede a Novara, Piemonte appunto come accennato), già nota per aver inventato i sacchetti di MaterBi, materiale biodegradabile a base di mais. Intorno a Novamont si concentrano imbarazzanti, e non certo per chi legge o scrive, coincidenze: l'amministratore delegato è Catia Bastioli, manager che ha incrociato più volte la strada del Pd (e di Matteo Renzi). Nel 2011 partecipa come oratore alla seconda edizione della Leopolda, quella in cui esplode il fenomeno Renzi e molti degli ospiti di quell'evento oggi occupano poltrone di nomina politica. Catia Bastioli è fra questi: nel 2014 (pur mantenendo l'incarico alla Novamont nenanche a dirlo) viene nominata presidente di Terna. A giugno 2017, ciliegina sulla torta, Mattarella la nomina cavaliere del lavoro.


La Novamont è l'unica azienda italiana che produce il materiale per produrre i sacchetti bio e detiene l'80% del mercato, e dopo la legge appunto questo fa gola a molti: inizialmente i sacchetti saranno venduti in media a due/tre centesimi l'uno. Le stime dicono che ne consumiamo ogni anno 20 miliardi, in proiezione dunque un business da 400 milioni di euro l'anno.


Il 15 novembre scorso Renzi ha fatto tappa con il treno del Pd alla Novamont (ma che coincidenza!). Ha incontrato i dirigenti, ovviamente a porte chiuse, e ha poi dichiarato ai giornalisti: «Dovremo fare ulteriori sforzi per valorizzare questa eccellenza italiana». Infatti. 



E poi qualcuno ancora dice che Renzi non mantiene le promesse.


venerdì 15 dicembre 2017

La battaglia tutta "personale" di Asia Argento



Erano poche settimane che la nota attrice romana aveva pubblicamente denunciato, all'interno del programma su Rai Tre condotto da Bianca Berlinguer Cartabianca, come molte altre colleghe quanto dovuto sopportare dall'ormai noto alle cronache di tutto il mondo produttore cinematografico statunitense Harvey Weinstein quando era ancora giovanissima e a inizio carriera. Aveva cercato di far capire la situazione in cui si era trovata e le ragioni per cui non ne aveva più parlato. Ragioni discutibili, ma come dico io a volte bisognerebbe "trovarcisi" e poi a onor del vero non tutti reagiscono allo stesso modo nella medesima situazione.
Comunque effettivamente quello che non ho capito benissimo è perché parlarne a distanza di vent'anni come fosse appena accaduto. Ipotesi, lo scandalo è scoppiato i nomi sono venuti fuori e allora buttiamo legna sul fuoco. E d'altronde non è abitudine comune, e non solo qui da noi per una volta, salire e/o scendere dal carro del vincitore quando fa più comodo?
La conseguente intenzione di Asia Argento di lasciare l'Italia, parole sue testuali: “In Francia la gente mi ha fermato per la strada per ringraziarmi, in Italia invece mi guardavano male […] Nessuno a dirmi ‘brava’. La mia non è paranoia: non so se dover camminare a testa alta o nascondere la testa in un foulard […] quest’estate lascerò per sempre l’Italia […] “, non credo sinceramente abbia lasciato l'amaro in bocca a tanta gente. Punto di vista anche questo sia chiaro, in quanto le ragioni per cui un personaggio dello spettacolo piace più o meno possono essere le più disparate e personali che vanno oltre la bravura dell'artista in questione.

Fatto sta che avevamo metabolizzato l'importante e personalissima decisione dell'attrice. E invece no. Eccola in prima serata l'altro ieri sempre a Cartabianca (puntata integrale per i più curiosi) ma stavolta con il contraddittorio, non un contraddittorio teso a difendere chi assume certi atteggiamenti approfittando della sua posizione chiaro ma la presenza di Vladimir Luxuria ( all'anagrafe Wladimiro Guadagno) e il direttore di Libero Pietro Senaldi credevo potesse innalzare la qualità della puntata e non ricondurla a quello che era stata l'apparizione precedente di Asia Argento.
Manco a dirlo. La mia impressione personale è stata invece che queste presenze siano servite solamente a rafforzare i concetti espressi dall'attrice nell'altra apparizione e che anzi i punti di vista dei due ospiti le dovessero fare da trampolino per esprimere solamente le sue idee in merito alla famiglia di vecchio stampo patriarcale e una cultura misogina.

In tutto questo la Bianca Berlinguer finge di moderare ma a mio parere alimenta a modo suo l'ira di Asia che continua a premere sui suoi concetti, mentre l'arrivo di un Andrea Scanzi chiaramente propeso alle “tesi” dell'attrice e per chiudere in bellezza quello della comica Geppi Cucciari, che ha ormai ben capito lo stile del programma, portano decisamente più in basso del dovuto la puntata del programma.
Insomma concludendo uno spettacolo direi indecoroso per una prima serata del network nazionale, non ho capito se perché teso a “cavalcare” il programma “l'onda dello scandalo” (che tra pochissimo comunque dimenticheremo tutti) o se perché Bianca Berlinguer dopo che lo scorso anno le è stata tolta la direzione del Tg3 ha perso come dire la bussola.

Un piccolo consiglio: è vero certi argomenti sicuramente attirano un tipo di pubblico molto numeroso, ma altrettanto sicuramente non contribuiscono a fare la storia della Rai che invece vanta da molti anni fior fior di programmi. 
Bisognapensare.

Il Biotestamento è (finalmente) legge


Finalmente, possiamo dirlo ad alta voce. Con 180 si e 71 no oggi il Senato della Repubblica ha approvato la legge sul testamento biologico. Devo essere onesto: non ricordo da quanto tempo la promulgazione di una legge non mi dava una così piacevole sensazione di appagamento. Quel "senso di giustizia" quella "sete" che spessissimo restava tale perché le varie "beghe" di partito che ben conosciamo da troppo tempo o interventi esterni di lobby di potere impedivano di fare leggi che sapevamo invece sarebbero dovute esistere da molti molti anni.
E mi chiedo anche stavolta come mai il potere spirituale, quello temporale l'ha perso da già da tempo, della Chiesa Cattolica non sia riuscito a fermare questa legge. Ma forse i tempi erano ormai maturi, come d'altronde lo erano quando furono prese decisioni altrettanto importanti in merito al divorzio nel 1970 e all'aborto nel 1978. Col benestare o no di chi ha sempre deciso per noi, anche stavolta la storia ha fatto il suo passo.
Il diritto a decidere di quel che resta della nostra vita in casi estremi come il recente di DJ Fabo (Fabiano Antoniani) o quello famosissimo di Piergiorgio Welby passando per Eluana Englaro ora è regolato da una legge dello stato.
Il Biotestamento è la manifestazione della volontà (del malato) sui trattamenti ammessi o esclusi nella fase finale di una malattia. Il malato potrà decidere se e come farsi curare nel momento in cui non avrà più la possibilità materiale di esprimerlo e questo potrà farlo appunto anticipatamente per iscritto o tramite supporto audio con le Disposizioni anticipate di trattamento (DAT).
A tale fine viene istituita la figura del "fiduciario", che è la persona incaricata di far rispettare le DAT nel momento in cui il malato non può più farlo di persona. Ovviamente nel caso di nuove cure possibili successive alle DAT il paziente e il fiduciario possono decidere se se modificare le volontà precedentemente espresse.
Ci sarà addirittura la possibilità di rifiutare le terapie di idratazione e nutrizione prescritte dai medici e anche se il medico o i medici dovessero fare obiezione di coscienza la struttura sanitaria dovrà comunque rispettare le volontà del malato.
Beh che dire, solo che ci si augura l'immediata calendarizzazione dopo l'approvazione in modo che non "salti" alla prossima legislatura. Troppo bene abbiamo imparato che fine fanno alcune leggi con i cambi di governo e maggioranze parlamentari susseguenti alle elezioni.... Sulla carta così com'è sembrerebbe una buona legge e mi auguro che venga poi applicata alla lettera, fosse solo per impedire sofferenze umanamente insopportabili ai pazienti e i loro familiari.






martedì 12 dicembre 2017

Wattsapp, evoluzione o complicazione?

Oltre un miliardo di utenti, o giù di lì. Il più grande servizio di messaggistica basato sulla connessione dati evolve in continuazione, come logico che sia, anche in base alle esigenze dei suoi appunto numerosissimi utenti. Ci sono altre applicazioni che offrono un servizio simile di buon livello, la migliore in assoluto è a mio avviso Telegram ma il numero di download è infinitamente più basso e il numero medio quotidiano di utenti ancora più basso (quante app scaricate e poi non usate per mesi o mai?).
Già da settimane è possibile nell'utilizzo della famosa chat cancellare messaggi e allegati inviati entro un tempo limite di sette minuti e sembra che nelle prossime release venga introdotta la possibilità di rispondere all'interno di un gruppo alla sola persona che ha scritto il singolo messaggio allo scopo di "snellire" il numero di messaggi o l'intasamento della chat stessa. Altra novità recentissima è che la registrazione di un messaggio vocale non necessiterà più dello scomodissimo dito premuto sul simbolo del microfono per tutta la durata (ma servono poi così tanto questi messaggi vocali...?).
Mi sta tutto bene ma ho un dubbio: non è che tutta questa tecnologia "digitale" ( in tutti i sensi...) ci faccia perdere il controllo? Non è meglio la classica vecchia telefonata ad un contraddittorio dai tempi allungati e oltretutto legato ad una connessione che spesso non è stabile (eccezzion fatta forse solo per i grandi centri urbani)? E poi sinceramente ho la sensazione questa estremizzazione di alcune funzionalità non farà altro che allontanare categorie di persone come anziani e allergici a tanta tecnologia che già annaspano nella semplice installazione di una applicazione, anche perché l'avanzare dell'età porta a cercare sempre meno spesso novità sempre più difficili da metabolizzare.

Staremo a vedere.

domenica 3 dicembre 2017

La parola d’ordine è sempre la stessa: vincere! La Roma ha ripreso il suo cammino a tre punti


           


Dopo la sconfitta quasi indolore con l'Atletico Madrid e il pareggio dal mio punto di vista più doloroso con il Genoa, vincere era l'unica parola accettabile dalla Roma calcistica.

Non poteva e non doveva andare diversamente venerdì all'Olimpico di Roma. Sorprese non potevano esserci, proprio perché in vista dell'ultima partita del girone di Champions la concentrazione doveva essere massima e vincere aiuta molto in questo.
Nulla da togliere alla Spal: in due anni è arrivata in A dalla C con trascorsi ottimi nella massima serie alla fine degli anni '60. Ma ovviamente la Roma non può né deve farsi impensierire specialmente sul prato di casa da nessuno.

La partita prende subito una brutta piega per i ferraresi, al 9° viene espulso Felipe per fallo su Dzeko lanciato in chiara azione da gol. Da lì sempre più giù per la squadra ospite, al 19° Dzeko torna finalmente al gol su splendida imbeccata di El Shaarawy. Al 32° è Strootman a ipotecare seriamente la partita sempre su tacco del solito El Shaarawy. Pellegrini all'8° della seconda frazione chiude i conti con un colpo di testa su angolo di Kolarov.

Il 3-1 scaturisce due minuti dopo da un inutile fallo in area di Manolas su Mora. E c'è il gol dell'ex Viviani, che sulla ripetizione del rigore dopo che Alisson aveva intuito il cucchiaio segna in ribattuta. Ultimi venticinque minuti per uno Schick che ancora deve integrarsi a mio parere negli schemi, ma che lo farà sicuramente con la classe che ha.

                            

Positivo direi il ritorno al gol di Dzeko e Strootman ma soprattutto il primo stagionale di Pellegrini, che migliora ad ogni partita. Il “Faraone” ormai impeccabile punto fermo negli schemi del mister Di Francesco, che nel dopo partita ha però rimproverato alla difesa il superfluo gol preso.
Florenzi è tornato quello del prima infortunio esattamente come Strootman. Quello che ancora non mi piace è invece Gonalons, che nell'occasione rimedia anche un giallo.

Il turn-over meritatissimo è toccato a Nainggolan e Perotti.  

L'imperativo era vincere, e abbiamo vinto. Adesso direi che fondamentale è il riposo e la concentrazione in vista di Roma-Qarabag di martedi prossimo, anche se sono molto ottimista. Nulla e nessuno possono impedirci di battere una squadra tecnicamente e tatticamente inferiore, e ricordo che giochiamo a casa.

Forza Magica quindi.

IL MIO GIRO D'ITALIA

Da oltre dodici anni risiedo a Frascati, cittadina di 22.000 abitanti che fa parte della città metropolitana di Roma  Capitale. Come pote...