venerdì 24 febbraio 2017

DIGIUNARE E MEDITARE L'ultimo studio per aiutarci a vivere meglio e più a lungo

     Digiuno e meditazione. Due parole, due concetti, due modi di vivere a noi poco congeniali e sicuramente distanti dalle abitudini di vita che abbiamo.
          Esce il prossimo martedì il libro di Franco Berrino Luigi Fontana "La Grande Via", un manuale di consigli e modi per condurre una vita sana, longeva e di conseguenza felice.
          Luigi Fontana insegna nutrizione all' Università di Brescia ma è ricercatore da molto tempo negli Stati Uniti, epidemiologo e direttore del Dipartimento di Medicina preventiva all’ Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Franco Berrino.
          Le carte in regola i signori le hanno tutte e anche di più per darci delle "dritte" su come condurre una vita regolata, sana, e creare di conseguenza i presupposti per condurla non solo bene ma a lungo.
          Il professor Berrino conduce ricerche sugli effetti del digiuno a fasi alterne e sulla riduzione delle calorie e delle proteine in funzione della longevità e in conseguenza di queste si stanno aprendo prospettive inattese per la prevenzione di alcune malattie croniche molto diffuse.
          Dal celebre motto confuciano “Hara hachi bun me" parte il ragionamento di Fontana che consiglia di alimentarsi fino a raggiungere circa il 75 % della sazietà ed è importante anche il digiuno intermittente, cioè occorre dosare il cibo nei tre pasti principali secondo la regola della "colazione da re, il pranzo da principe e la cena da povero" e poi la cosa più importante abbinare attività fisiche come il nuoto e lo hata yoga per far si che il corpo mantenga equilibrio, agilità e flessibilità oltre alla necessaria meditazione caratteristica propria dello yoga.
          In breve "La Grande Via" oltre ai consigli alimentari importanti che dovremmo seguire attentamente cerca di insegnare uno stile di vita in cui ci siano i benefici dell’attività fisica, suggerimenti per rafforzare muscoli e le ossa, dello stare con gli altri e del rapporto con amici e parenti.
          La capacità della nostra memoria, della nostra intelligenza, la necessità di equilibrare attività e inattività come raccomanda la medicina cinese, pensando dunque a dormire abbastanza senza interruzioni. E infine di come particolari tecniche di respirazione e meditazione riescano a ridurre stress e quella malattia diffusissima nelle società moderne, che è il malessere di origine psicologico.
          Testualmente fontana dice: "Molti studi hanno dimostrato che la meditazione e la preghiera riescono addirittura a diminuire la mortalità uno in particolare, dell’università di Harvard che la riduceva in modo significativo, di circa il 33 per cento. Gli autori dello studio non hanno azzardato ipotesi, ma la meditazione riduce lo stato infiammatorio cronico, che è poi il principale fattore di rischio delle malattie croniche"
          Il professor Berrino è convinto che ci sia ora più che mai la necessità di una pubblicazione su questo argomento, in quanto la prevenzione di malattie tumorali, cardiovascolari e neurodegenerative è il metodo principale e più importante per sconfiggerle, e alla fine non risparmia una dura stoccata alle industrie alimentari e alle regole economiche che impediscono alla gente di informarsi correttamente e distinguere pubblicità banali da informazione che si basa su autentici studi ed esperimenti scientifici, esattamente come quelli citati alla fine del libro.
          Un libro da leggere, attentamente.

IL SUICIDIO DI LAVAGNA Ancora una vittima troppo giovane

          Tre giorni fa un ragazzo residente con la sua famiglia a Lavagna (GE) di 15 anni si è suicidato e questo lo sanno tutti. La modalità è facile da descrivere, si è gettato dal balcone di casa.
          Quello che c'è dietro, l'universo che può essere nascosto dalla cruda realtà del fatto è invece tutto terreno da esplorare, dominio delle ipotesi.
          La cronaca è presto fatta: all'uscita del liceo che frequentava in seguito ad una perquisizione dei finanzieri (la famiglia aveva informato e chiesto aiuto alla G. Di F.) è stato trovato in possesso di circa dieci grammi di hashish e dopo aver ammesso che ne possedeva ancora nascosta in casa i militari hanno provveduto ad una nuova perquisizione questa volta nell'appartamento di famiglia.
          E' a questo punto che si consuma la tragedia; improvvisamente il ragazzo si avvicina alla finestra del balcone e si getta nel vuoto. Tre piani, l'intervento immediato dell'ambulanza, il trasporto nel vicino ospedale di Cogorno da dove avrebbe dovuto essere trasferito al San Martino di Genova. Tutto inutile, muore nell'ambulanza durante il trasporto.
          La famiglia è nota a Lavagna e nessuno ha da indicare qualcosa di anormale, trattasi di persone stimate e rispettate da tutti. Il figlio è descritto come bravo, intelligente, educato, diligente e non c'è motivo di dubitarne, anzi. Come si può vedere l'ambiente che frequentava, gli amici, gli atteggiamenti, probabilmente anche la scuola dove andava tutti i giorni rientrano perfettamente nel quadro generico di "normalità" comune a milioni di adolescenti, e allora com'è possibile che solo per essere stato trovato in possesso di pochi grammi di una sostanza stupefacente, tra l'altro definita dalla legge come "droga leggera", abbia avuto una reazione di questa portata?
          Ecco, entriamo nel terreno da esplorare. Sedici anni oggi sono molto più, a livello di maturità e probabilmente intelligenza, di quanti quelli della mia generazione ne volessero e potessero dimostrare, intendo dire che non è per una piccola quantità di hashish che un ragazzo perfettamente inserito nel tessuto sociale decide di tuffarsi dal terzo piano.
          Io credo che negli anni qualcosa si sia"rotto" nel tessuto sociale, qualcosa di importante, qualcosa di determinante negli equilibri dei giovani e probabilmente perché questo qualcosa si è rotto negli equilibri di tutti, genitori, ragazzi, insegnanti, adulti, anziani, buoni, cattivi, belli, brutti e chi più ne ha ne metta.
          Il punto però è che se il cambiamento, molto probabilmente dettato da modi e tempi acquisiti dalle società nel loro divenire moderno troppo accelerato, nei soggetti maturi ha avuto effetti più o meno minimi secondo me nei giovani, che per definizione imparano e incamerano le nozioni da cui sono continuamente bombardati molto più velocemente, ha prodotto effetti deleteri. Non hanno ancora acquisito la capacità di "filtrare" i segnali buoni per loro dai segnali cattivi e siamo noi a doverglielo dare questo filtro.
          Durante il funerale la mamma ha parlato di droga, e certamente la droga non è cosa buona, ha parlato dei cellulari dicendo che è guardandosi in faccia che ci si dicono veramente le cose, ed è troppo vero, ha invitato a chiedere aiuto quando si è in difficoltà e anche qui ha perfettamente ragione, ma io credo che la nuova generazione stia vivendo un periodo di tremenda confusione, penso che si chiede aiuto quando se ne sente il bisogno e invece loro probabilmente avendo forse tutto e di più, e non ne voglio fare una colpa a nessuno, non ne sentano affatto il bisogno. Non è per trasgressione che assumono sostanze stupefacenti, non è per trasgressione che corrono a duecento all'ora con un'automobile, non è per trasgressione che aggrediscono i loro coetanei o stuprano ragazze, non è per trasgressione che rubano ai più piccoli i cellulari o fanno i bulli. E' perché i freni si sono rotti e nessuno li ripara.
          Quello che servirebbe, che sarebbe preferibile, è un grido di dolore di questi ragazzi, ma probabilmente il grido di dolore, l'unico che sentiremo è dei genitori di qualcuno buttatosi da una finestra, in una chiesa gremita di gente e di coscienze da analizzare.

LA GIUSTIZIA DIMENTICATA Un altro episodio di "disordine" giudiziario

Immaginate una bambina di sette anni.
Immaginate una bambina di sette anni sola in mezzo alla strada in brutte condizioni.
Immaginate una bambina di sette anni sola in mezzo alla strada soccorsa da estranei e portata in un ospedale, dove le vengono riscontrati vari traumi da abusi di origine sessuale e infezioni sessualmente trasmesse.
Immaginate una madre che lascia la sua ricchezza più grande in compagnia del suo convivente, sicura che la figlia si trovi in mani sicure quelle stesse mani che invece la piccola non ha potuto frenare, fermare, a cui non ha potuto opporsi in minima forma potendo solo subirne l'indescrivibile.
Immaginate quella bambina che ora è una donna di ventisette anni, si ventisette perché l'iter giudiziario è durato venti interminabili anni in cui c'è stata una prima condanna per maltrattamenti e già dopo molto tempo a dodici anni, con gli atti che vengono trasmessi da Alessandria a Torino per il secondo grado ed è qui che la macchina giudiziaria s'inceppa: nove anni per fissare l'appello e nel frattempo la prescrizione che sopraggiunge per legge.
Avete immaginato tutto? Ecco, non è servito a niente. Nessuno potrebbe mai immaginare quello che questa bambina, adolescente, ragazza e ora donna ha subito dovendolo ricordare ogni volta che entrava in un'aula di tribunale. Il peggiore reato forse che si possa compiere nei confronti di un essere umano, qualcosa che entra nella parte più intima di chi lo subisce e non mi riferisco esclusivamente all'intimità fisica ma a quella psicologica, dove restano i segni che non si cancellano.
La procura generale si è scusata pubblicamente nella persona della giudice mentre pronunciava la sentenza di prescrizione ma ha poca importanza, anche se umanamente siamo con la corte in quanto un magistrato è in prima istanza un essere umano ed un essere umano con una coscienza non può non rendersi conto di quanto l'accaduto giudiziario sia ai confini dell'incredibile.
Ecco ai confini, perché invece di incredibile non c'è proprio niente. E' tutto troppo vero.
E' reale quello che è successo, e per l'ennesima volta è perché abbiamo un sistema giudiziario che viaggia ai confini e oltre del possibile e dell'impossibile ma purtroppo fattibile, lo dimostrano questi episodi ogni volta che vengono inevitabilmente riportati dalla stampa.
Io di mio l'unica cosa che mi sento di dire è che cercherò sempre di portare all'attenzione il più possibile fatti simili e altri di ingiustizia evidente, anche se come in questo rientranti perfettamente nelle leggi vigenti, e quindi sono proprio queste leggi che, faccio appello al legislatore ricordandogli che in primis è un essere umano, vanno modificate, rielaborate, riscritte in modo che l'accaduto non si ripeta ancora una sola altra volta. Non credo ci voglia più che un pò di buona volontà e lavoro serio.
L'uomo in quanto tale sono convinto che deve per sua natura imparare dagli errori commessi. E il primo passo è non dimenticare quanto succede. Non dimentichiamo neanche questa orribile vicenda; noi no a differenza della protagonista che invece alla richiesta se volesse presentarsi al processo si è rifiutata dicendo: "Voglio solo dimenticare".
Sarà difficile, molto.



mercoledì 19 giugno 2013

Semaforo

Questa mattina nel solito caotico caos cittadino mi fermo ad un semaforo, sempre ovviamente rosso quando sei un po’ di fretta. Abituato da ventotto anni di guida cittadina non faccio neanche più caso a coloro che si avvicinano alla macchina ferma per chiedere qualcosa. Ricordo i polacchi arrivati dopo l’elezione di Papa Giovanni Paolo II che pretendevano di pulirti il parabrezza, quand'anche non fosse sporco, con degli aggeggi non certo confortanti.                                               
Poi i venditori di oggetti d’ogni genere, spesso cose inutili o di cui non avevi il minimo bisogno, e ultimamente anche i saltimbanchi da circo che hanno sicuramente delle qualità spiccate per il controllo di oggetti volanti. Tutto questo per chi come me va spesso in giro è stato “normalmente” metabolizzato, anche se non ci si dovrebbe mai abituare a chi ha bisogno di elemosinare perché la vita non gli ha saputo dare il minimo a cui tutti avrebbero diritto ma, dicevo, questa mattina ho visto una persona avvicinarsi alla mia auto. Non si trattava di nessuno appartenente alle tipologie “tipiche” di cui sopra, era, e si vedeva bene, una persona anziana ma non troppo che chiedeva molto dignitosamente l’elemosina una persona che sicuramente ha una casa dove dormire come me e tutti voi e probabilmente una moglie che gli prepara il pranzo e la cena quando ci sono i soldi.                                                                            Queste persone e ci tengo a farlo notare, Persone, sono esattamente come noi anche migliori forse, stanno pagando le colpe di un sistema economico maledetto che per gli interessi di chi comanda sta uccidendo la dignità, la vita, la salute, in una parola la giustizia umana a cui tutti abbiamo diritto di accedere per il solo fatto di essere venuti al mondo.
Uno sfogo personale, perdonatemi. grazie.                                                  

martedì 18 giugno 2013

E la chiamano estate

È arrivata finalmente. Tutti la aspettavamo, ora molti già si lamentano del caldo ma altrettanti no, anche per non dare ai primi la soddisfazione e facendo finta che non dia un po’ fastidio quella sensazione di appiccicoso da mattina a sera, e spesso anche da sera a mattina. Personalmente sto con questi ultimi, per ragioni personali che non sto qui a spiegare. Una cosa però la voglio dire: godiamocela questa bella estate anche perché alla prima pioggia d’agosto sicuramente qualcuno dirà che “fa freddo e che brutto tempo non se ne può più”…..Buone vacanze a tutti.

sabato 2 marzo 2013


Allora ce l'ha(nno) fatta. Modestamente dico: vediamoli alla prova dei fatti. In tempi non sospetti ho detto che se il movimento 5 stelle fosse approdato al parlamento o avrebbe fatto crollare tutto il sistema consolidato dei partiti esistenti, con tutte le loro alleanze di comodo, o lentamente ne sarebbe diventato parte pena dover uscire in quanto le "regole" esistenti e create molto tempo prima dai partiti non gli avrebbe consentito la "rivoluzione" di cui si parla tanto. Beh, adesso stiamo a vedere....

sabato 30 aprile 2011

Sciopero

Ascoltate cosa si dice nel video: tutte ragioni validissime... ma allora vi chiedo come mai gli scioperi generali vengono organizzati sempre di venerdì? Tutti quei valori e motivi in moltissimi casi servono solamente da scusa per fare la settimana corta!

lunedì 14 marzo 2011

Un attimo di riflessione: se questo che vediamo in questi giorni è il prezzo da pagare per il progresso penso che sarebbe meglio lasciare tutto e ritornare a qualche centinaio d'anni fa.
http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&v=3AIMkhqj6CA

venerdì 4 marzo 2011

Una sola parola, anzi due, per l'ennesima delusione italiana: Salerno-Reggio Calabria. Quando finirà?

IL MIO GIRO D'ITALIA

Da oltre dodici anni risiedo a Frascati, cittadina di 22.000 abitanti che fa parte della città metropolitana di Roma  Capitale. Come pote...