venerdì 24 febbraio 2017

LA GIUNGLA DEL WEB. DISTRICARSI TRA BUFALE, INGANNI E NOTIZIE FALSE SI PUO' L'importante è informarsi


Argomento d'attualità e da affrontare a viso aperto da chi come me quotidianamente deve fare i conti con l'enorme mondo del web: come distinguere notizie vere da notizie semi-vere, spesso costruite allo scopo di deviare ,creare opinioni ,alimentare il prolifico mercato (marketing è la parola più adatta) dei clic,e da notizie false, le cosiddette "bufale".
Inizio da quello che internet attualmente è oggettivamente diventato e cioè il più grande contenitore virtuale di informazione (parlo nello specifico di informazione distinguendola dalla cultura che ritengo essere altra cosa soprattutto perché ha una connotazione strettamente personale e legata ad argomenti che ci interessano a prescindere) su argomenti di attualità in primis ma anche negli altri campi di comune interesse.
Parto subito da un aspetto che reputo determinante, i fruitori del web. Chiunque sappia, anche in minima forma, utilizzare un browser e un motore di ricerca avendo qualche minuto a disposizione va ogni giorno ad informarsi, le testate giornalistiche accreditate sarebbero l'ideale, su ciò che più gli aggrada, lo interessa e le ultime. Ecco il fruitore medio spesso lo è anche dal punto di vista culturale, d'altronde non sono io ma le statistiche a dire che il livello di informazione italiano è ai minimi storici ed europei e non possiamo trascurare il piccolo particolare che mentre fino a cinque-sei anni fa occorreva un pc per accedere in maniera completa ad internet, ed era quindi richiesta una conoscenza di base non proprio comune a tutti, oggi anche lo smatphone più economico lo consente. Questa combinazione fa si che nel nostro paese il social network più diffuso sia una delle principali fonti di informazione dopo i telegiornali nazionali (fonte Agcom), ma siamo in buona compagnia se il sessanta percento degli americani utilizza sempre il medesimo social allo stesso scopo. Le prime ad accorgersene sono state proprio quelle testate giornalistiche più o meno importanti: avere un alleato come un social network per poter raccogliere più lettori di altri paga e fa pagare di più , tutta la macchina commerciale degli spasimati followers, con però conseguente tragico crollo qualitativo delle news.
Avrete capito che il terreno si presenta ideale per chi con scopi spesso legati ad un guadagno di tipo economico (gli introiti pubblicitari) e non solo, pensiamo a chi cerca di "spostare" ad esempio le opinioni delle masse con finalità politiche, ne fa addirittura una professione. Esistono molti siti produttori di "bufale" che hanno così grande seguito ma per fortuna ce ne sono altri, come Bufale.net ad esempio che invece pubblica una black list dei definiamoli "meno attendibili" anche se mediamente la massa dei fruitori non è molto interessata a verificare se la notizia che legge sia vera, solo in parte o falsa, anzi capita spesso che più colpisce l'immaginario collettivo più è ritenuta attendibile. Un'altra categoria di siti cosiddetti “Bufala” crea invece delle vere e proprie parodie scherzose, come nel caso di Lercio.it. Fondamentalmente sta nell'intelligenza e nel buon senso del lettore capire dove vuole essere portato con la lettura. Il caso della sciagura dell’Hotel Rigopiano di ieri, una nota piattaforma pay tv, redazione ovviamente più che attendibile, dava per scontato già di mattina presto il salvataggio di 8 persone, mentre in realtà solo 2 ne erano state recuperate.
Non lo dico io ma anche fonti di alto profilo: l'Università di Stanford recentemente ha effettuato degli studi sui cosiddetti "nativi digitali" cioè coloro che per ovvie ragioni in rete si trovano perfettamente a proprio agio e i risultati mostrano "una sconcertante incapacità di ragionare sull’ informazione  veicolata in rete, di distinguere la pubblicità dalle notizie, di identificare le fonti"(ricerca svolta tra gennaio 2015 e giugno 2016 su un campione di oltre 7800 studenti).
Molto spesso il tipo di fruizione della notizia su internet essendo per sua natura di tipo emotivo e superficiale se vogliamo, contribuisce a rendere attendibile quello che non lo sarebbe su un supporto cartaceo o all'interno di un servizio televisivo. E' "faticoso" analizzare una lettura o seguire a fondo e capire un servizio al telegiornale, lo è decisamente meno passare velocemente gli occhi sul post di un amico....
E' tutto perduto? Credo di no. Si dovrebbe cercare di convincere chi frequenta il web a prendere la buona abitudine, non occorre molto tempo ve lo assicuro, di esercitare un minimo di senso critico, il buon senso di cui parlavo, porsi delle domande osservando ad esempio alcune caratteristiche della notizia e, sempre fondamentale, informarsi cercando più fonti e paragonarle per trarre delle giuste conclusioni.
Spesso quello che attira l'attenzione è il titolone, oppure la frase "quello che temevamo purtroppo è accaduto", i caratteri maiuscoli che colpiscono l'occhio o il trucchetto de "l'articolo originale non è più disponibile" e ancora frasi pronunciate veramente ma in contesti del tutto diversi, citazioni affatto vere o falsamente attribuite ad un soggetto e in ultimo foto che mettono in cattiva luce il titolare della notizia. Ancora più semplici da individuare sono poi quei siti con nomi che differiscono da altri famosi per una lettera o per una parola soltanto molto simile alla testata originale o che titolano fuorviando dal reale contenuto poi di quello che scrivono o ancora banali errori grammaticali e grafica approssimativa. E' evidente che la competenza di base di chi pubblica sia importantissima e come vi ho appunto dimostrato volendo sarebbe facile capire se la notizia che stiamo leggendo è veritiera o per lo meno avere dei dubbi.
In ultimo ma non meno importante e che perfettamente si ricollega a quanto su scritto è l'aspetto relativo all'uso che l'utente finale fa del social. Le categorie sono due: quella che meccanicamente mette il "like" senza approfondire, probabilmente perché legge la notizia sulla bacheca di un amico e da appunto per scontato che si tratti di fonte vera o, peggio ancora, non vuole perdere tempo. E quella grossa parte di utenza che leggendo notizie che colpiscono punti deboli della società, porto come esempio gli aumenti ingiustificati delle tasse o dei carburanti(paragonati ai prezzi magari degli stessi all'estero), trova normale ribellarsi e protestare pubblicando a sua volta link copiati da altri e amplificando in maniera esponenziale una news di basso profilo.
Il proprietario del social più conosciuto, Mark Zuckerberg, ha recentemente dichiarato che inserirà un sistema automatico di verifica delle notizie false e poco attendibili. Anche qui ci sarebbe da scrivere molto ed è evidente che una macchina non può allo stato attuale fare questo tipo di operazione perché non tecnicamente fattibile: sono due i fattori che Google utilizza per riconoscere come attendibile un sito: la stringa che Google stessa mette a disposizione da inserire nel sito, che automaticamente collegato al loro server ne dichiara la certificazione, e un numero medio di 20.000 visite che permette altrettanto automaticamente l'ingresso di diritto in Google News, si capisce quindi che non si può fermare il sistema così com'è ora.
Come esempio estremo potremmo poi ipotizzare che un sito di altissimo profilo pubblichi un articolo con informazioni sbagliate ma solo per errore umano. Si darebbe credito, e sempre in modo automatico, alla notizia solamente in quanto pubblicata da quella testata...
Concludo a questo punto con un consiglio spassionato: appurato che piace a tutti o quasi navigare e che comunque diventerà in futuro una necessità, ed avendo a disposizione questa fonte in continuo divenire che è diventata internet, facciamo un piccolo sforzo per utilizzarla al meglio come facciamo con tutti gli strumenti che utilizziamo per lavoro o per piacere ogni giorno.
Chi cerca di prenderci per il naso farà la fine che merita e noi potremo beneficiarne, tutti.    




OGGI SALUTE – PASSATO, PRESENTE E FUTURO DEL FITNESS Il nuovo modo di intendere l'attività fisica

   Dovremo iniziare a guardare allo sport in generale e al fitness nello specifico con occhi diversi.
          Gli analisti dell'ACSM, American College of Sports Medicin dopo aver contattato allenatori e operatori di palestre e addetti ai lavori di centri di benessere in ogni angolo del mondo, hanno definito oltre quaranta nuove tendenze per questo anno.
          Il 2017 sarà, e le previsioni sono di un costante aumento, all'insegna del fitness medico; in pratica vuol dire che la maggior parte di tutte le attività fisiche che si svolgeranno nelle strutture preposte tenderanno a portare giovamento alla salute e non più, non solo, all'aspetto fisico.
          Come in tanti altri anche in questo settore di costante espansione, di fatto magari solo per meri motivi legati alla forma fisica ma in tanti tendono a frequentare palestre e simili, il cambiamento è legato al sempre più frequente utilizzo di dispositivi elettronici, che sono in grado di monitorare istante per istante l'attività fisica che stiamo svolgendo. Questi oggetti ormai in testa alle classifiche di vendita sono davvero utilissimi per fornire informazioni a operatori sanitariallenatori fisioterapisti.
          Succede così che le palestre cambiano la loro organizzazione e che corsi di ginnastica o attività di gruppo come la zumba, lo spinning o i vogatori di gruppo, vengano immediatamente spodestati dal trono conquistatosi negli ultimi anni. Il dottor Walter Thompson, docente di kinesiologia alla Georgia State University dice che aumenteranno a livello globale le iniziative di salute volte all'incoraggiamento di medici ed operatori a inserire l'attività fisica nei piani di salute dei pazienti e di conseguenza incrementare i programmi di fitness in ospedali, palestre convenzionate e centri di riabilitazione.
          I numeri parlano: 38 milioni di morti l'anno in tutto il mondo causate da patologie croniche, di questi l'82% diretta conseguenza di malattie cardiovascolari, cancro, patologie respiratorie e diabete ed è esattamente qui che il ruolo del fitness medico diventerà l'arma più potente per combatterle.
         Si effettueranno sempre maggiori controlli oggettivi ad personam, in modo da stabilire programmi di allenamento rapidi ed efficaci, mirati appunto su ognuno di noi.
         I medici dell'American Heart Association hanno fatto rientrare per la prima volta quest'anno nelle nuove linee guida il test di fitness cardiorespiratorio come parte integrante dell'esame medico, oltre a elettrocardiogramma e misurazione della pressione arteriosa (causa principale dell'ipertensione). Sul sito worldfitnesslevel.org è possibile molto semplicemente utilizzare dei calcolatori virtuali che ormai i cardiologi accettano e consigliano come utilissimi per monitorare le proprie attività/capacità.
          Non si deve poi dimenticare i celeberrimi 10.000 passi al giorno e i 150 minuti settimanali di attività fisica, ma anche per chi volesse ora iniziare e non avesse modo di farlo all'aria aperta si ricorda che mezz'ora di attività fisica moderata corrisponde a circa 7900 passi circa al giorno per l'uomo e 8300 per la donna e i 150 minuti settimanali equivalgono a circa 7000 passi al giorno, cioè 49.000 la settimana.
          Niente paura, sembra moltissimo ma non lo è; basta verificare con una delle tante applicazioni create apposta, però aggiungo che fondamentale sempre è il tipo di approccio che si ha nei confronti della questione: ricordate che non è vero che non si ha il tempo necessario, lo si trova lo si deve trovare.
         Ricordate sempre che ne va della nostra salute, la cosa più importante.

STATO E CITTADINO - I DUE VOLTI (SBAGLIATI) DELLA GIUSTIZIA Si arriva ad uccidere per vendetta, ma anche per altro?


Avrete letto tutti o ascoltato la notizia in tv. Lui Fabio Di Lello, 34 anni calciatore semiprofessionista di Vasto (Chieti) di professione panettiere, lei Roberta Smargiassi la moglie morta in un brutto incidente stradale lo scorso primo luglio e infine Italo D'Elisa 22 anni che ha causato la morte improvvisa di Roberta investendola all'incrocio tra V.le Mazzini e Corso Giulio Cesare a Vasto.
Le cause e la dinamica dell'incidente forse non sono realmente importanti come in altri casi per cercare di capire esattamente come sono andate le cose quella sera del primo luglio, o meglio ovviamente lo saranno per la legge e le indagini ma quello che ritengo fare la differenza rispetto a episodi simili che da parecchi anni ritroviamo nella cronaca quotidiana è quello che succede attraverso i mesi dalla data che ha cambiato per sempre le vite di alcune famiglie.
Il guidatore dell'auto Italo D'Elisa, non aveva assunto sostanze stupefacenti o alcolici e soprattutto la velocità a cui procedeva era di poco superiore ai 50 chilometri orari, anche se passando col semaforo rosso ha causato l'impatto con la conseguente caduta dalla moto di Roberta Smargiassi e la quasi immediata morte della donna. Si deve dare anche atto al D'Elisa di essersi fermato e prestato soccorso.
Il marito Fabio Di Lello come logico dopo la perdita della moglie, sposata dal recente 2015, non riesce a darsi pace; possiamo solo cercare di immaginare il dolore e la ricerca disperata di una spiegazione dell'accaduto, ragione che nessuno riuscirebbe mai a trovare con l'aiuto di parenti e amici e forse neanche con quello della religione. Un mondo che all'improvviso da bianco diventa nero, impossibile da affrontare, organizza così marce, affigge striscioni, tappezza tutta Vasto di volantini in cui chiede giustizia per Roberta.
Ma non basta, non può bastare. Il dolore si trasforma in rabbia sempre più giorno dopo giorno, e il desiderio di giustizia sicuramente riposto con fiducia nelle istituzioni viene a mancare del tutto quando si rende conto che, a fine 2016, la decisione della procura è il rinvio a giudizio di Italo D'Elisa per omicidio stradale ma non in un arresto di quest'ultimo, non ci sono le condizioni d'altronde.
Ecco qui c'è stato il cambiamento, è scattato un meccanismo nella testa di un uomo normalissimo che lo ha portato a compiere e probabilmente a premeditare l'azione peggiore che si possa decidere di attuare nei confronti di un'altra persona: ucciderla. 
Prende la sua calibro nove, aspetta che Italo D'Elisa esca dal bar di Vasto dove si trovava e lo ammazza con tre colpi al petto. Si ipotizza che alla base del gesto ci possa essere stato anche un condizionamento dovuto ai centinaia di commenti sui social, che avrebbero spinto Di Lello verso una soluzione definitiva, ma non possiamo saperlo.... Ipotesi questa che dovrebbe far riflettere molto sul lato meno "social" della forma di comunicazione maggiormente utilizzata per confrontarsi quotidianamente con gli altri sul web e cioè se sia possibile, chiaramente in condizioni estreme come quelle di questo caso, che si possa addirittura andare contro la propria natura e compiere azioni estreme perché condizionati da quello che si legge sullo schermo di un pc o di uno smartphone.
Adesso vorrei riflettere però su due altri aspetti tra loro però legati a filo molto stretto e cioè il primo che riguarda il senso di giustizia che, al pari di altri, tutti sviluppiamo da giovane età e il secondo il nostro personale concetto di giustizia che deleghiamo alle Leggi dello Stato.
E' evidente che l'esito di una decisione, decisione che immaginiamo sia stata accolta malissimo, nei confronti di chi ha causato la morte della moglie abbia fatto andare "fuori di testa" Di Lello, perché il suo personale senso di giustizia avrebbe voluto ben altro epilogo, ma c'è anche una ipotesi da non scartare e cioè che sia stata proprio l'attesa di mesi a portare all'epilogo che conosciamo. I tempi della giustizia, lo sappiamo bene purtroppo, sono quello che sono e non ho intenzione di criticare l'apparato giudiziario io qui oggi, ma forse e dico forse se situazioni simili si potessero risolvere prima non staremmo a parlare di storie tanto tristi.
In confronto ad altri episodi di incidenti stradali forse questo è il "meno grave" dal punto di vista della dinamica, come ho descritto la più importante delle infrazioni contestate a Italo D'Elisa è l'attraversamento di un incrocio con semaforo rosso, ma l'epilogo mette un senso di disagio, di impotenza, di vuoto perché sicuramente tutte le variabili che ho cercato di descrivere sommate tra loro hanno giocato tanto male da rovinare per sempre le vite di tre persone.


SEICENTO FIRME PER NON CANCELLARE IL PASSATO Lettera d'appello al governo.

  Italia patria di santi poeti e navigatori si, ma almeno per quanto riguarda le Humanae Litterae qualcosa ci siamo persi negli ultimi anni almeno a quanto pare dalla lettera che il "Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità"(link del blog in basso), seicento tra docenti, ex docenti, docenti universitari,accademici della Crusca e perfino costituzionalisti(link dei firmatari in basso), ha indirizzato alla Presidenza del Consiglio e al ministro della Pubblica Istruzione e in cui si fa espressa richiesta di riorganizzare i programmi scolastici del primo ciclo, la primaria appunto.
          L'accusa principale si basa fondamentalmente su carenze linguistiche nella conoscenza della grammatica, sintassi e del lessico di proporzioni enormi, le cui conseguenze sono che i ragazzi, ma anche i più grandi che frequentano le università commettono errori da "terza elementare", insomma sono limitatissimi nella scrittura, leggono pochissimo e quindi hanno difficoltà a esprimersi.
          E' in pratica andato perso il possesso degli strumenti linguistici di base, questo il nocciolo del documento presentato e il Gruppo tiene a far notare che non si tratta affatto di una critica agli insegnati, i quali anzi faticano sempre più in quanto sono i programmi scolastici ormai inadatti perché dopo il superamento della riforma gentiliana non hanno avuto gli strumenti per insegnare senza un "ragionato impianto pedagogico e didattico" afferma testualmente il filosofo Massimo Cacciari, anche lui firmatario dell'appello. Per rendersi conto della diffusione e gravità del fenomeno basti dire che alcuni atenei organizzano dei corsi di recupero di lingua italiana...
          Nel documento si auspica una "revisione delle indicazioni nazionali che dia rilievo all'acquisizione delle competenze di base" e si caldeggiano fortemente "verifiche nazionali periodiche attraverso gli otto anni del ciclo primario" in particolare su dettato, analisi grammaticale e scrittura a mano( il cosiddetto corsivo).
         La situazione è questa, e devo dire che almeno da parte mia non occorreva certo un appello di coloro che per mestiere devono confrontarsi quotidianamente con gli studenti per giungere alla conclusione che la maggioranza delle persone non sa scrivere in italiano correttamente. Si fa un gran parlare da tempo del linguaggio scritto utilizzato dalla ultima generazione specialmente riferito alla messaggistica sui cellulari, sms, chat Whattsapp e simili o sui social, ed infatti queste forme di comunicazione non fanno altro che portare alla luce una scarsissima padronanza del linguaggio, aggiungendo direi anche il non trascurabile fatto che è abitudine comune trasporre nella scrittura il linguaggio parlato, il colpo di grazia.
         Personalmente ho notato poi che già da anni a questa parte il linguaggio parlato che ho occasione di ascoltare tutti i giorni ovunque sia scaduto enormemente e di contenuti e soprattutto di qualità, credo questo sia dovuto anche al fatto che usi e costumi moderni si stiano progressivamente imbarbarendo quasi che noi la nazione da cui provengono opere letterarie come la Divina Commedia di Dante , il Decamerone di Boccaccio, lo Zibaldone e le poesie di Leopardi, Promessi Sposi di Manzoni, Il Fu Mattia Pascal di Pirandello, o le commedie di De Filippo e non me ne vogliano tutti gli altri, faccia di tutto per dimenticarsene.
         Una grossa responsabilità ovviamente ce l'ha chi appunto per mandato dovrebbe far si che il sistema scolastico funzioni al meglio, ma aggiungo che noi siamo i proprietari quelli che hanno avuto la fortuna di ereditare una delle tradizioni letterarie e linguistiche più belle e complete al mondo, e allora siamo noi i primi a dover cercare di non perdercela e c'è un modo molto semplice: la lettura, solo leggendo si acquisisce conoscenza, cultura, capacità di discernimento, si acquisiscono le regole grammaticali magari dimenticate con gli anni, ma soprattutto la sicurezza di potersi confrontare con gli altri.                          Meditate gente, meditate.

DIGIUNARE E MEDITARE L'ultimo studio per aiutarci a vivere meglio e più a lungo

     Digiuno e meditazione. Due parole, due concetti, due modi di vivere a noi poco congeniali e sicuramente distanti dalle abitudini di vita che abbiamo.
          Esce il prossimo martedì il libro di Franco Berrino Luigi Fontana "La Grande Via", un manuale di consigli e modi per condurre una vita sana, longeva e di conseguenza felice.
          Luigi Fontana insegna nutrizione all' Università di Brescia ma è ricercatore da molto tempo negli Stati Uniti, epidemiologo e direttore del Dipartimento di Medicina preventiva all’ Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Franco Berrino.
          Le carte in regola i signori le hanno tutte e anche di più per darci delle "dritte" su come condurre una vita regolata, sana, e creare di conseguenza i presupposti per condurla non solo bene ma a lungo.
          Il professor Berrino conduce ricerche sugli effetti del digiuno a fasi alterne e sulla riduzione delle calorie e delle proteine in funzione della longevità e in conseguenza di queste si stanno aprendo prospettive inattese per la prevenzione di alcune malattie croniche molto diffuse.
          Dal celebre motto confuciano “Hara hachi bun me" parte il ragionamento di Fontana che consiglia di alimentarsi fino a raggiungere circa il 75 % della sazietà ed è importante anche il digiuno intermittente, cioè occorre dosare il cibo nei tre pasti principali secondo la regola della "colazione da re, il pranzo da principe e la cena da povero" e poi la cosa più importante abbinare attività fisiche come il nuoto e lo hata yoga per far si che il corpo mantenga equilibrio, agilità e flessibilità oltre alla necessaria meditazione caratteristica propria dello yoga.
          In breve "La Grande Via" oltre ai consigli alimentari importanti che dovremmo seguire attentamente cerca di insegnare uno stile di vita in cui ci siano i benefici dell’attività fisica, suggerimenti per rafforzare muscoli e le ossa, dello stare con gli altri e del rapporto con amici e parenti.
          La capacità della nostra memoria, della nostra intelligenza, la necessità di equilibrare attività e inattività come raccomanda la medicina cinese, pensando dunque a dormire abbastanza senza interruzioni. E infine di come particolari tecniche di respirazione e meditazione riescano a ridurre stress e quella malattia diffusissima nelle società moderne, che è il malessere di origine psicologico.
          Testualmente fontana dice: "Molti studi hanno dimostrato che la meditazione e la preghiera riescono addirittura a diminuire la mortalità uno in particolare, dell’università di Harvard che la riduceva in modo significativo, di circa il 33 per cento. Gli autori dello studio non hanno azzardato ipotesi, ma la meditazione riduce lo stato infiammatorio cronico, che è poi il principale fattore di rischio delle malattie croniche"
          Il professor Berrino è convinto che ci sia ora più che mai la necessità di una pubblicazione su questo argomento, in quanto la prevenzione di malattie tumorali, cardiovascolari e neurodegenerative è il metodo principale e più importante per sconfiggerle, e alla fine non risparmia una dura stoccata alle industrie alimentari e alle regole economiche che impediscono alla gente di informarsi correttamente e distinguere pubblicità banali da informazione che si basa su autentici studi ed esperimenti scientifici, esattamente come quelli citati alla fine del libro.
          Un libro da leggere, attentamente.

IL SUICIDIO DI LAVAGNA Ancora una vittima troppo giovane

          Tre giorni fa un ragazzo residente con la sua famiglia a Lavagna (GE) di 15 anni si è suicidato e questo lo sanno tutti. La modalità è facile da descrivere, si è gettato dal balcone di casa.
          Quello che c'è dietro, l'universo che può essere nascosto dalla cruda realtà del fatto è invece tutto terreno da esplorare, dominio delle ipotesi.
          La cronaca è presto fatta: all'uscita del liceo che frequentava in seguito ad una perquisizione dei finanzieri (la famiglia aveva informato e chiesto aiuto alla G. Di F.) è stato trovato in possesso di circa dieci grammi di hashish e dopo aver ammesso che ne possedeva ancora nascosta in casa i militari hanno provveduto ad una nuova perquisizione questa volta nell'appartamento di famiglia.
          E' a questo punto che si consuma la tragedia; improvvisamente il ragazzo si avvicina alla finestra del balcone e si getta nel vuoto. Tre piani, l'intervento immediato dell'ambulanza, il trasporto nel vicino ospedale di Cogorno da dove avrebbe dovuto essere trasferito al San Martino di Genova. Tutto inutile, muore nell'ambulanza durante il trasporto.
          La famiglia è nota a Lavagna e nessuno ha da indicare qualcosa di anormale, trattasi di persone stimate e rispettate da tutti. Il figlio è descritto come bravo, intelligente, educato, diligente e non c'è motivo di dubitarne, anzi. Come si può vedere l'ambiente che frequentava, gli amici, gli atteggiamenti, probabilmente anche la scuola dove andava tutti i giorni rientrano perfettamente nel quadro generico di "normalità" comune a milioni di adolescenti, e allora com'è possibile che solo per essere stato trovato in possesso di pochi grammi di una sostanza stupefacente, tra l'altro definita dalla legge come "droga leggera", abbia avuto una reazione di questa portata?
          Ecco, entriamo nel terreno da esplorare. Sedici anni oggi sono molto più, a livello di maturità e probabilmente intelligenza, di quanti quelli della mia generazione ne volessero e potessero dimostrare, intendo dire che non è per una piccola quantità di hashish che un ragazzo perfettamente inserito nel tessuto sociale decide di tuffarsi dal terzo piano.
          Io credo che negli anni qualcosa si sia"rotto" nel tessuto sociale, qualcosa di importante, qualcosa di determinante negli equilibri dei giovani e probabilmente perché questo qualcosa si è rotto negli equilibri di tutti, genitori, ragazzi, insegnanti, adulti, anziani, buoni, cattivi, belli, brutti e chi più ne ha ne metta.
          Il punto però è che se il cambiamento, molto probabilmente dettato da modi e tempi acquisiti dalle società nel loro divenire moderno troppo accelerato, nei soggetti maturi ha avuto effetti più o meno minimi secondo me nei giovani, che per definizione imparano e incamerano le nozioni da cui sono continuamente bombardati molto più velocemente, ha prodotto effetti deleteri. Non hanno ancora acquisito la capacità di "filtrare" i segnali buoni per loro dai segnali cattivi e siamo noi a doverglielo dare questo filtro.
          Durante il funerale la mamma ha parlato di droga, e certamente la droga non è cosa buona, ha parlato dei cellulari dicendo che è guardandosi in faccia che ci si dicono veramente le cose, ed è troppo vero, ha invitato a chiedere aiuto quando si è in difficoltà e anche qui ha perfettamente ragione, ma io credo che la nuova generazione stia vivendo un periodo di tremenda confusione, penso che si chiede aiuto quando se ne sente il bisogno e invece loro probabilmente avendo forse tutto e di più, e non ne voglio fare una colpa a nessuno, non ne sentano affatto il bisogno. Non è per trasgressione che assumono sostanze stupefacenti, non è per trasgressione che corrono a duecento all'ora con un'automobile, non è per trasgressione che aggrediscono i loro coetanei o stuprano ragazze, non è per trasgressione che rubano ai più piccoli i cellulari o fanno i bulli. E' perché i freni si sono rotti e nessuno li ripara.
          Quello che servirebbe, che sarebbe preferibile, è un grido di dolore di questi ragazzi, ma probabilmente il grido di dolore, l'unico che sentiremo è dei genitori di qualcuno buttatosi da una finestra, in una chiesa gremita di gente e di coscienze da analizzare.

LA GIUSTIZIA DIMENTICATA Un altro episodio di "disordine" giudiziario

Immaginate una bambina di sette anni.
Immaginate una bambina di sette anni sola in mezzo alla strada in brutte condizioni.
Immaginate una bambina di sette anni sola in mezzo alla strada soccorsa da estranei e portata in un ospedale, dove le vengono riscontrati vari traumi da abusi di origine sessuale e infezioni sessualmente trasmesse.
Immaginate una madre che lascia la sua ricchezza più grande in compagnia del suo convivente, sicura che la figlia si trovi in mani sicure quelle stesse mani che invece la piccola non ha potuto frenare, fermare, a cui non ha potuto opporsi in minima forma potendo solo subirne l'indescrivibile.
Immaginate quella bambina che ora è una donna di ventisette anni, si ventisette perché l'iter giudiziario è durato venti interminabili anni in cui c'è stata una prima condanna per maltrattamenti e già dopo molto tempo a dodici anni, con gli atti che vengono trasmessi da Alessandria a Torino per il secondo grado ed è qui che la macchina giudiziaria s'inceppa: nove anni per fissare l'appello e nel frattempo la prescrizione che sopraggiunge per legge.
Avete immaginato tutto? Ecco, non è servito a niente. Nessuno potrebbe mai immaginare quello che questa bambina, adolescente, ragazza e ora donna ha subito dovendolo ricordare ogni volta che entrava in un'aula di tribunale. Il peggiore reato forse che si possa compiere nei confronti di un essere umano, qualcosa che entra nella parte più intima di chi lo subisce e non mi riferisco esclusivamente all'intimità fisica ma a quella psicologica, dove restano i segni che non si cancellano.
La procura generale si è scusata pubblicamente nella persona della giudice mentre pronunciava la sentenza di prescrizione ma ha poca importanza, anche se umanamente siamo con la corte in quanto un magistrato è in prima istanza un essere umano ed un essere umano con una coscienza non può non rendersi conto di quanto l'accaduto giudiziario sia ai confini dell'incredibile.
Ecco ai confini, perché invece di incredibile non c'è proprio niente. E' tutto troppo vero.
E' reale quello che è successo, e per l'ennesima volta è perché abbiamo un sistema giudiziario che viaggia ai confini e oltre del possibile e dell'impossibile ma purtroppo fattibile, lo dimostrano questi episodi ogni volta che vengono inevitabilmente riportati dalla stampa.
Io di mio l'unica cosa che mi sento di dire è che cercherò sempre di portare all'attenzione il più possibile fatti simili e altri di ingiustizia evidente, anche se come in questo rientranti perfettamente nelle leggi vigenti, e quindi sono proprio queste leggi che, faccio appello al legislatore ricordandogli che in primis è un essere umano, vanno modificate, rielaborate, riscritte in modo che l'accaduto non si ripeta ancora una sola altra volta. Non credo ci voglia più che un pò di buona volontà e lavoro serio.
L'uomo in quanto tale sono convinto che deve per sua natura imparare dagli errori commessi. E il primo passo è non dimenticare quanto succede. Non dimentichiamo neanche questa orribile vicenda; noi no a differenza della protagonista che invece alla richiesta se volesse presentarsi al processo si è rifiutata dicendo: "Voglio solo dimenticare".
Sarà difficile, molto.



mercoledì 19 giugno 2013

Semaforo

Questa mattina nel solito caotico caos cittadino mi fermo ad un semaforo, sempre ovviamente rosso quando sei un po’ di fretta. Abituato da ventotto anni di guida cittadina non faccio neanche più caso a coloro che si avvicinano alla macchina ferma per chiedere qualcosa. Ricordo i polacchi arrivati dopo l’elezione di Papa Giovanni Paolo II che pretendevano di pulirti il parabrezza, quand'anche non fosse sporco, con degli aggeggi non certo confortanti.                                               
Poi i venditori di oggetti d’ogni genere, spesso cose inutili o di cui non avevi il minimo bisogno, e ultimamente anche i saltimbanchi da circo che hanno sicuramente delle qualità spiccate per il controllo di oggetti volanti. Tutto questo per chi come me va spesso in giro è stato “normalmente” metabolizzato, anche se non ci si dovrebbe mai abituare a chi ha bisogno di elemosinare perché la vita non gli ha saputo dare il minimo a cui tutti avrebbero diritto ma, dicevo, questa mattina ho visto una persona avvicinarsi alla mia auto. Non si trattava di nessuno appartenente alle tipologie “tipiche” di cui sopra, era, e si vedeva bene, una persona anziana ma non troppo che chiedeva molto dignitosamente l’elemosina una persona che sicuramente ha una casa dove dormire come me e tutti voi e probabilmente una moglie che gli prepara il pranzo e la cena quando ci sono i soldi.                                                                            Queste persone e ci tengo a farlo notare, Persone, sono esattamente come noi anche migliori forse, stanno pagando le colpe di un sistema economico maledetto che per gli interessi di chi comanda sta uccidendo la dignità, la vita, la salute, in una parola la giustizia umana a cui tutti abbiamo diritto di accedere per il solo fatto di essere venuti al mondo.
Uno sfogo personale, perdonatemi. grazie.                                                  

martedì 18 giugno 2013

E la chiamano estate

È arrivata finalmente. Tutti la aspettavamo, ora molti già si lamentano del caldo ma altrettanti no, anche per non dare ai primi la soddisfazione e facendo finta che non dia un po’ fastidio quella sensazione di appiccicoso da mattina a sera, e spesso anche da sera a mattina. Personalmente sto con questi ultimi, per ragioni personali che non sto qui a spiegare. Una cosa però la voglio dire: godiamocela questa bella estate anche perché alla prima pioggia d’agosto sicuramente qualcuno dirà che “fa freddo e che brutto tempo non se ne può più”…..Buone vacanze a tutti.

sabato 2 marzo 2013


Allora ce l'ha(nno) fatta. Modestamente dico: vediamoli alla prova dei fatti. In tempi non sospetti ho detto che se il movimento 5 stelle fosse approdato al parlamento o avrebbe fatto crollare tutto il sistema consolidato dei partiti esistenti, con tutte le loro alleanze di comodo, o lentamente ne sarebbe diventato parte pena dover uscire in quanto le "regole" esistenti e create molto tempo prima dai partiti non gli avrebbe consentito la "rivoluzione" di cui si parla tanto. Beh, adesso stiamo a vedere....

sabato 30 aprile 2011

Sciopero

Ascoltate cosa si dice nel video: tutte ragioni validissime... ma allora vi chiedo come mai gli scioperi generali vengono organizzati sempre di venerdì? Tutti quei valori e motivi in moltissimi casi servono solamente da scusa per fare la settimana corta!

IL MIO GIRO D'ITALIA

Da oltre dodici anni risiedo a Frascati, cittadina di 22.000 abitanti che fa parte della città metropolitana di Roma  Capitale. Come pote...